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martedì 4 dicembre 2012

Il gusto dell'orrido

Ci sono cose che faccio fatica a capire. Altre, invece, non le capisco proprio.
Come ad esempio la curiosa fascinazione di individui e movimenti di chiara ispirazione libertaria per il personaggio che mi accingo a descrivere. Brevemente.

Cresciuto dal patrigno religiosamente ortodosso, in giovane età si converte al fondamentalismo e si arruola al servizio di uno dei più fanatici condottieri dell'epoca, campione dell'ortodossia e dell'intolleranza, in una guerra il cui scopo è quello di imporre il più retrivo oscurantismo religioso ad un popolo che aspira alla libertà di coscienza, opinione e mercato. La guerra viene combattuta anche con le armi del terrore, della tortura, del saccheggio e delle stragi indiscriminate.
Tronfio ed enfio di cotanta discutibile gloria, se ne torna al paese natìo, non per fare come Cincinnato, ma per prodigarsi come instrumento della Guerra Santa.
Si unisce ad un'armata composta principalmente da correligionari, la quale al primo scontro si arrende e passa in blocco al nemico. Per questa, e altre successive imprese, il Nostro comincia l'arrampicata alla scala gerarchica militare, interrotta dalla cessazione delle ostilità.
Non contento si reca alla corte dei Custodi e Campioni della Vera Fede, offrendo supporto per alimentare rivolte e attentati.
A tal uopo si unisce ad un gruppo di cospiratori che pianificano un attentato il cui obiettivo è colpire al cuore l'odiato Satana infedele e senzadio, spazzando via l'embrione delle istituzioni libere e civili del paese che gli ha dato i natali.
Verrà provvidenzialmente arrestato con le cariche ormai piazzate e il detonatore in mano; il resto è storia.

Di chi sto parlando, di Johhny il talebano? Di "Hanoi" Jane Fonda? No


No, di questo simpatico faccione di c.





Io, sconcertato, attendo lumi...

giovedì 17 febbraio 2011

L'uomo giusto per palazzo Chigi


Purtroppo non è una battuta.
Ora mi aspetto la Binetti all'istruzione e Volontè alla sanità, tanto per capire in che condizioni è l'opposizione.

Continuate pure a farvi del male, compagni, tanto chi la piglia in quel posto siamo sempre noi.
Anche senza bunga-bunga.

lunedì 10 maggio 2010

"Stupratele, tanto poi abortiscono"

Antefatto: Roberto Fiore partecipa - ovviamente, vista la sua palese e riconosciuta competenza in materia - ad un convegno sulla Ru486, organizzato da Ordine Futuro (sic) e Forza Nuova (note associazioni di medici e ricercatori...) . Verso la conclusione dell'incontro, due appartenenti all'associazione "Usciamo dal Silenzio" vengono graziosamente apostrofate dalle fans di Fiore: "Stupratele, tanto poi abortiscono".
Le malcapitate si allontanano (cos'altro dovevano fare dinnanzi a sì travolgente carica di simpatia?) e... Finita qui? No.

Una di loro racconta: "Mi hanno dato anche dell'assassina perchè sono a favore della legge 194"

Per evitare che la scena finisse su una TV locale, i simpatici sostenitori del rinomato esperto hanno tentato di sottrarre la telecamera ad un cameraman, per poi minacciarlo, come riferito qui e qui.
Ora, liquidare il tutto come ennesima buffonata dei Compagni-Che-Sbagliano-Tinteggiatura è un po' semplicistico, diciamocelo pure.

No, ladies and genlemen, questo pattume viene da lontano: viene dagli autorevoli giornalisti, dagli stimati filosofi, dagli importanti politici - di destra e di sinistra. Dagli opinionisti opinabili.
Quante volte si è detto qui e nel vecchio altrove che le parole, a volte, sono pietre, che il vecchio detto del "tanto tuonò che piovve" è sempre a meno di un passo dall'avverarsi? Mi dispiace per quelli che dicono che le opinioni e le idee devono essere rispettate: la realtà non è una canzone dei Litfiba, e sono le persone a cui dobbiamo il nostro rispetto, non i vaneggiamenti che in certe teste vuote si traducono immediatamente in minacce, quando non proprio azioni.
E' un'opinione, dettata dalla superstizione e nient'altro, quella secondo la quale l'aborto è un omicidio. E questa "rispettabile" opinione parla di un reato. Un reato presuppone - come logica conseguenza - uno o più rei, e c'è sempre qualche "disturbato" che pretende di fare "giustizia" (magari con la "G" maiuscola).
So che purtropo è una pia illusione, ma spero che questi "seminatori di m..." ehm, "vento", si rendano conto delle conseguenze alle quali i loro vaneggiamenti possono portare.