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martedì 4 dicembre 2012

Il gusto dell'orrido

Ci sono cose che faccio fatica a capire. Altre, invece, non le capisco proprio.
Come ad esempio la curiosa fascinazione di individui e movimenti di chiara ispirazione libertaria per il personaggio che mi accingo a descrivere. Brevemente.

Cresciuto dal patrigno religiosamente ortodosso, in giovane età si converte al fondamentalismo e si arruola al servizio di uno dei più fanatici condottieri dell'epoca, campione dell'ortodossia e dell'intolleranza, in una guerra il cui scopo è quello di imporre il più retrivo oscurantismo religioso ad un popolo che aspira alla libertà di coscienza, opinione e mercato. La guerra viene combattuta anche con le armi del terrore, della tortura, del saccheggio e delle stragi indiscriminate.
Tronfio ed enfio di cotanta discutibile gloria, se ne torna al paese natìo, non per fare come Cincinnato, ma per prodigarsi come instrumento della Guerra Santa.
Si unisce ad un'armata composta principalmente da correligionari, la quale al primo scontro si arrende e passa in blocco al nemico. Per questa, e altre successive imprese, il Nostro comincia l'arrampicata alla scala gerarchica militare, interrotta dalla cessazione delle ostilità.
Non contento si reca alla corte dei Custodi e Campioni della Vera Fede, offrendo supporto per alimentare rivolte e attentati.
A tal uopo si unisce ad un gruppo di cospiratori che pianificano un attentato il cui obiettivo è colpire al cuore l'odiato Satana infedele e senzadio, spazzando via l'embrione delle istituzioni libere e civili del paese che gli ha dato i natali.
Verrà provvidenzialmente arrestato con le cariche ormai piazzate e il detonatore in mano; il resto è storia.

Di chi sto parlando, di Johhny il talebano? Di "Hanoi" Jane Fonda? No


No, di questo simpatico faccione di c.





Io, sconcertato, attendo lumi...

venerdì 22 luglio 2011

Il diritto allo scolapasta

Le autorità austriache hanno concesso al viennese Niko Alm, Pastafariano, di apparire sulla sua patente di guida con uno scolapasta in testa.

Lo scolapasta è stato infatti riconosciuto come un qualsiasi altro copricapo religioso ammesso sulle foto per i documenti di identità.

D'altra parte non si capisce perché, se per motivi religioisi è concesso andare in giro vestiti da cassetta postale, non sia anche concesso di apparire con uno scolapasta in testa.

In fondo nessuno ti carica di botte o ti ammazza se non indossi uno scolapasta.




mercoledì 13 luglio 2011

Perché un liberale non può votare per il biotestamento




27. Benché la terra e tutte le creature inferiori siano comuni a tutti gli uomini, ciascuno ha tuttavia la proprietà della sua persona: su questa nessuno ha diritto alcuno all'infuori di lui.
Il lavoro del suo corpo e l'opera delle sue mani, possiamo dire, sono propriamente suoi. Qualunque cosa dunque egli tolga dallo stato in cui natura l'ha creata e lasciata, a essa incorpora il suo lavoro e vi intesse qualcosa che gli appartiene, e con ciò la rende sua proprietà.



27. Though the earth, and all inferior creatures, be common to all men, yet every man has a property in his own person: this no body has any right to but himself
The labour of his body, and the work of his hands, we may say, are properly his. Whatsoever then he removes out of the state that nature hath provided, and left it in, he hath mixed his labour with, and joined to it something that is his own, and thereby makes it his property. 


John Locke, "Secondo trattato sul governo civile. Saggio concernente la vera origine, l'estensione ed il fine del governo civile", 1690. Capitolo V: "Sulla Proprietà".





venerdì 17 settembre 2010

Game over

La cosa in realtà era visibile da tempo: chi mastica un po' di storia contemporanea, avrà riconosciuto quella che viene chiamata "la politica della cipolla". L'azione vera viene suddivisa in tante piccole azioni minori, come gli strati di una cipolla, che prese individualmente non destano eccessivo allarme e, soprattutto, sono indistinguibili nell'economia dell'obiettivo finale (la cipolla, appunto).
Allora si comincia con piccole azioni, per lo più delle provocazioni, tanto per vedere l'effetto che fa...
Ed ecco il velo nelle università nel 2007, bocciato dalla locale corte costituzionale circa un anno dopo, con il plauso (incredibile) della UE.
Poi arrivano le manovre militari con la Siria, arcinoto "stato canaglia" (e anche un po' figlio di indrocchia). In successione possiamo osservere il progressivo allontanamento da Israele, la Turchia che si fa avvocato di Hamas in Europa, e il tentato colpo di stato farlocco del febbraio di quest'anno. Manco a dirlo, a finire in manette sono stati degli alti gradi delle forze armate. Coincidenza (se così vogliamo chiamarla) vuole che in Turchia siano proprio le forze armate i garanti della laicità dello stato.
Mano a mano che ci si avvicina ad oggi la situazione precipita. Ecco il caso della "Gaza flottilla" carica di pacifisti tutt'altro che pacifici, con il contributo fondamentale di una cera IHH, organizzazione "umanitaria" che intrattiene relazioni pericolose con Hamas e al-Queda, bannato in Germania e la cui inclusione nella lista delle organizzazioni terroristiche è stata chiesta da più parti.
Ma l'"affaire" della flottiglia è un'ottima opportunità per gettare benzina sul fuoco dei rapporti già compromessi tra con Israele. La demagogia nazionalistica viene brandita a mo' di randello. Randello reso più robusto da tutti quei turchi che ci sono cascati. O a cui ha fatto comodo cascarci.
Ormai la cipolla è quasi completa, manca solo lo strato finale e una bella lucidata.
E lo strato finale è arrivato con il referendum di pochi giorni fa, referendum "democratico" caldeggiato purtroppo anche dalla UE, ancora una volta con invidiabile sfoggio di miopia.
Grazie al referendum, non solo i tribunali militari sono fuori giuoco, ma è stato stabilito un meccanismo perverso per cui la giustizia civile è sotto il controllo dell'esecutivo e per cui i militari sono ora soggetti alla giustizia civile. Un semplice esercizio aritmetico rivela come il baluardo della laicità dello stato voluto da Ataturk sia ora sotto schiaffo dell'esecutivo. Ovvero il partito di maggioranza. Ovvero il partito di Erdogan i cui comportamenti sono sempre meno limpidi e sempre più unidirezionali.
Anche i papisti di casa nostra si stanno accorgendo di quanto potrà essere (e sarà) grave la mancanza di una garanzia di laicità.
La via per l'ingresso della Turchia nel novero dei paesi fondamentalisti - di conseguenza anche in quel simpatico club non esclusivo conosciuto come "stati canaglia" - è ormai aperta, anzi spalancata.
Resta da capire se la miopia della UE sarà sufficeinte per spalancare anche le porte d'Europa a quella che rischia di diventare (e i presupposti ci sono tutti) la sorella scema della teocrazia terrorista iraniana.
Per quanto riguarda l'illusione di una Turchia laica e moderna, invece, è veramente finita.

Game over.

sabato 11 settembre 2010

Complimenti, ci siete riusciti.

"Il grande nemico della verità molto spesso non è la menzogna: deliberata, creata ad arte e disonesta - quanto il mito: persistente, persuasivo ed irrealistico. Credere nei miti consente la comodità dell'opinione senza il fastidio del pensiero."
J. F. Kennedy

Non bastavano i deliri dei complottisti - tutt'alpiù buoni per un manuale di psichiatria, se non si fosse trattato dei soliti "amerikani" - o quelli che, basandosi su ciò che viene definito "equivalenza morale", finiscono per addebitare agli USA stessi la colpa di quella che è - al di là di ogni ragionevole dubbio - una tragedia causata dalla barbarie.
Come dicevo l'anno scorso, grotteschi buffoni che hanno fatto miliardi facendo film, scrivendo libri, rilasciando interviste.
Ci volevano anche altri buffoni - perlopiù religiosi - che sfruttassero la tragedia per i loro fini.
Abbiamo visto i nostri chierici, i nostri atei devoti e laici genuflessi, fare leva sul supposto scontro di civiltà per fini squallidamente elettorali e per - in ultima analisi - comprimere quelle libertà che sono simbolo e motore della civiltà. Quella vera.
La novità, se così vogliamo chiamarla, di questo anniversario è il pretuncolo di provincia che minaccia di bruciare corani, la questione della moschea a ground zero e le solite orde di fanatici che bruciano bandiere americane - qualcosa che ormai ha acquisito la regolarità del rito dell'aperitivo.

In questo bailamme di discorsi, interviste, film, critiche, riferimenti ad "altri" 11 settembre, bandiere e libri bruciati ci siamo dimenticati di qualcuno e di qualcosa. Qualcuno e qualcosa che è rimasto sullo sfondo, annegato, annebbbiato, quasi scomparso.

La tragedia, le vittime.
Ricordare lo shock, il senso d'impotenza, rimanere ancora pietrificati di fronte a quelle immagini, quando si sentono le registrazioni delle ultime telefonate, i volti, le ombre di persone imbrattate dai calcinacci che si muovono come spettri nella nuvola di polvere...
Queste sono cose che solo noi, pochi sentimentali ricordiamo ancora, per gli altri c'è solo la cacofonia delle chiacchiere.

Complimenti, ci siete riusciti. Il mito ha vinto.


Anthony: "Hi, Daddy."
Kannuzo: "Hi, Anthony, how are you?"
Anthony: "Good."
Kannuzo: "A terrible thing happened, Anthony. Some very sick people."
Anthony: "Are they dead?"
Kannuzo: "Yeah."
Anthony: "So how many people got... [inaudible] are dead?"
Kannuzo: "Thousands, Anthony, thousands."
Anthony: "Daddy? What will happen...?"
Kannuzo: "Will you do me a favour, Anthony? Daddy's not home, so you are the big man in the house. So you help Mommy and keep her happy, okay?"
(Registrazione dell'ultima telefonata dell'agente Kannuzo al figlio, 11 settembre, 2001)

mercoledì 2 dicembre 2009

La sindrome di Stoccolma di Hariri

lebanese-naziIl governo Hariri ha deciso di sottostare alla pretesa di Hezbollah di tenersi le armi - armi proibite dalla risoluzione ONU 1559 che imponeva il disarmo di tutti i gruppi libanesi con la sola esclusione dell'esercito.
Dal punto di vista israeliano, questa è de facto un'alleanza tra il govero libanese e i terroristi sciiti. "Ogni attacco da parte di Hezbollah sarà percepito come un attacco dal governo libanese" dice Mark Regev, portavoce del primo ministro israeliano.
Si stima che Hezbollah possieda attualmente 40000 razzi (con buona pace delle missioni umanitarie...)

Potrebbe essere un precedente di istituzionalizzazione del ruolo di scudo umano.

Fonte: FoxNews

venerdì 27 novembre 2009

L'ennesima buffonata sulla RU486

Capisco che il mestiere del politico consista precipuamente nel prendere per il culo gli elettori, quello che non capisco (ma mi diverte) è quano i politici si prendono per il culo da soli.

"Abbiamo voluto ed ottenuto che sulla pillola Ru486 si facesse chiarezza [la RU486 è commercializzata dal 1989 - millenovecentoottantanove - evidentemente Gasparri è un po' lento. n. d. G.]". "Troppi erano e sono ancora - ha aggiunto - i dubbi che legano la sua somministrazione alla salute delle donne. Per noi lo stop - ha concluso - è una vittoria di civiltà, una vittoria in difesa della salute".
Maurizio Gasparri, dal Corriere di oggi.

Una vittoria in difesa della salute? Di civiltà?

"Ovunque, nel mondo, la Ru486 è sinonimo di aborto a domicilio. Questo è il vero nodo politico della questione. Introdurre la pillola abortiva vuol dire far saltare la legge 194/1978 sull’interruzione di gravidanza: l’aborto non deve avvenire più negli ospedali, sotto controllo medico, ma torna fra le mura domestiche. Il ginecologo si limita a dare le compresse abortive, gli antidolorifici, il foglietto con le istruzioni, e il numero di telefono del pronto soccorso più vicino. Bisogna fare almeno tre visite di controllo, ma tutto il resto, compresa l’espulsione vera e propria, avviene fuori dalle strutture sanitarie. In Francia, dove la vecchia legge Veil sull’interruzione di gravidanza era molto simile alla nostra, dopo l’avvento della RU486 è stata cambiata: ora l’aborto si può fare da un qualunque ginecologo privato.

È chiaro che questo renderebbe impossibile ogni forma di prevenzione: non ci sarebbe più un luogo dove incontrare le donne, non ci sarebbe modo di parlare con loro. I Centri di aiuto alla vita non avrebbero più alcuna funzione."
Eugenia Roccella

"Ma risolto sul piano sanitario, il problema resta sul piano bioetico. Dall’aborto come pratica sottoposta a certe procedure sotto il pubblico controllo passeremmo a una pratica privata, solipsistica, affidata alla sola donna e sottratta alla società."
Francesco D’Agostino

Almeno i delinquenti hanno il buon senso di mettersi d'accordo sulle versioni...

giovedì 14 maggio 2009

Il GOP perde le elezioni. Ma non il vizio.

Il GOP e la destra religiosa
Scrivevo, meno di 3 anni fa, di come il partito repubblicano si fosse messo nei guai per colpa della c. d. "destra religiosa". L'analisi veniva da oltreoceano, e non faceva una piega. Da lì a poco, infatti, i democratici conquistavano il Congresso.
Ora, non contenti di aver perso il Congresso e la Casa Bianca, i repubblicani si preparano a perdere anche la poltrona di sindaco di Parigi, VA.
Scrive "Little Green Footballs" (che non è certo di simpatie democratiche): "Il sito RedState.com dimostra come il GOP non sia contro la scienza - propagandando il creazionismo" (per chi non lo sapesse il Creazionismo, e la sua versione "politically correct" nota come "Intelligent Design", è quella fiabesca teoria secondo la quale dietro alla creazione ci sia una specie di supereroe fumettistico che tutto controlla e dirige).

L'articolo linkato (ve lo risparmio, così non gli regalo del ranking "aggratis"), sosterrebbe i democratici sono antiscientifici, con il loro "bullismo intellettuale" (diciamocelo, bisogna essere dei veri codardelli per aggredire dei poveri analfabeti cresciuti a pane e bibbia a colpi di prove e di scienza...)
L'articolo, nota LGF, "comprende numerosi errori sintattici, grammaticali, apostrofi sbagliati e maiuscole in posti curiosi. Questa è l'immagine concisa dei problemi del GOP".
CreazionismoE continua "Abbiamo avuto a che fare con questa stupida questione così tante volte che LGF si sta stufando di ripeterla, ma il "Progetto Intelligente" non ha assolutamente alcuna legittimità come teoria scientifica; non c'è un solo articolo 'peer reviewed' che la sostenga, nessuna ricerca, nessuno scienziato rispettabile che la sostenga, e il più famoso (in effetti l'unico) biologo connesso con l'"Intelligent Design", Michael Behe, è stato esplicitamente denunciato dal suo stesso dipartimento dell'università di Lehigh"
E' così che i repubblicani vogliono riconquistare il Congresso? E la Casa Bianca? Mandando avanti una massa di alfabeticamente e intelletualmente svantaggiati? Dopo quello che è successo negli ultimi anni, credono veramente che gli elettori americani daranno la loro fiducia a dei tossicodipendenti da bibbia?
Ma, soprattutto, quanta credibilità credono di recuperare con questi autogol? Dov'è la destra secolare (aka "laicista")? Dove sono tutti i (classical) liberal? Scappati dall'altra parte. 
Come dargli torto?
I membri del Congresso e il Presidente dell'unica superpotenza rimasta hanno il potere di investire denaro. Molto denaro. Lo investirebbero nella vera ricerca scientifica, o finanzierebbero dei venditori di fumo? Per combattere l'AIDS spediranno milioni di preservativi in Africa o ricominceranno con la stronzata dell'astinenza?
Essere alla guida di una nazione, prima ancora che di una superpotenza, impone delle responsabilità. Verso i propri cittadini. E' conveniente, è decoroso delegare una simile responsabilità a dei telepredicatori o a dei talebani in tailleur?

L'amaro finale di LGF: "E ricordate, tutto ciò è stato elevato alla dignità di home page nel sito RedState. E' per questo che così tanta gente è convinta che i repubblicani abbiano un problema con la scienza - perchè ce l'hanno."

giovedì 7 maggio 2009

In USA si vola alto

E' notizia di oggi: il Maine è il quinto stato dell'unione a riconoscere i matrimoni omosessuali, seguito a ruota dal New Hampshire.
Ma non è la sola novità di questi giorni: il "Governator" della California, Schwarzenegger, sembra intenzionato ad aprire il dibattito sulla legalizzazione dell'uso ricreativo della marijuana (l'uso medico è già consentito in California dal 1996).
In breve:

"Schwarzenegger, rispondendo alla domanda di un cronista, ha detto chè non è ancora tempo per consentire allo stato di regolare e tassare l'"erba" ma, ha aggiunto, "penso sia tempo per un dibattito. Penso a tutte quelle idee per creare introiti extra - sono sempre favorevole ad un dibattito aperto. E penso anche che dovremmo studiare molto attentamente quello che altre nazioni che hanno legalizzato la marijuana e altre droghe fanno e hanno fatto, quali effetti ha avuto su quelle nazioni?"

Benchè le motivazioni possano essere di mera "cassa" (la California versa in condizioni disastrose), è importante sottolineare la totale assenza di talibanismi di ogni genere, che avrebbero inevitabilmente portato alla cassazione immediata di ogni discussione sull'argomento.

Pragmatismo? Buon senso? Appropriato uso della ragione? In fin dei conti tutti presupposti necessari per una politica liberale degna di questo nome.

Hat tip.: La Sentinella