Ci sono cose che faccio fatica a capire. Altre, invece, non le capisco proprio.
Come ad esempio la curiosa fascinazione di individui e movimenti di chiara ispirazione libertaria per il personaggio che mi accingo a descrivere. Brevemente.
Cresciuto dal patrigno religiosamente ortodosso, in giovane età si converte al fondamentalismo e si arruola al servizio di uno dei più fanatici condottieri dell'epoca, campione dell'ortodossia e dell'intolleranza, in una guerra il cui scopo è quello di imporre il più retrivo oscurantismo religioso ad un popolo che aspira alla libertà di coscienza, opinione e mercato. La guerra viene combattuta anche con le armi del terrore, della tortura, del saccheggio e delle stragi indiscriminate.
Tronfio ed enfio di cotanta discutibile gloria, se ne torna al paese natìo, non per fare come Cincinnato, ma per prodigarsi come instrumento della Guerra Santa.
Si unisce ad un'armata composta principalmente da correligionari, la quale al primo scontro si arrende e passa in blocco al nemico. Per questa, e altre successive imprese, il Nostro comincia l'arrampicata alla scala gerarchica militare, interrotta dalla cessazione delle ostilità.
Non contento si reca alla corte dei Custodi e Campioni della Vera Fede, offrendo supporto per alimentare rivolte e attentati.
A tal uopo si unisce ad un gruppo di cospiratori che pianificano un attentato il cui obiettivo è colpire al cuore l'odiato Satana infedele e senzadio, spazzando via l'embrione delle istituzioni libere e civili del paese che gli ha dato i natali.
Verrà provvidenzialmente arrestato con le cariche ormai piazzate e il detonatore in mano; il resto è storia.
Di chi sto parlando, di
Johhny il talebano? Di "Hanoi" Jane Fonda? No
No, di questo simpatico faccione di c.
Io, sconcertato, attendo lumi...