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venerdì 25 aprile 2014

25 Aprile - i liberatori

I "Tuskegee Airmen" alla base aerea di Ramitelli, presso Termoli, Agosto 1944

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martedì 4 dicembre 2012

Il gusto dell'orrido

Ci sono cose che faccio fatica a capire. Altre, invece, non le capisco proprio.
Come ad esempio la curiosa fascinazione di individui e movimenti di chiara ispirazione libertaria per il personaggio che mi accingo a descrivere. Brevemente.

Cresciuto dal patrigno religiosamente ortodosso, in giovane età si converte al fondamentalismo e si arruola al servizio di uno dei più fanatici condottieri dell'epoca, campione dell'ortodossia e dell'intolleranza, in una guerra il cui scopo è quello di imporre il più retrivo oscurantismo religioso ad un popolo che aspira alla libertà di coscienza, opinione e mercato. La guerra viene combattuta anche con le armi del terrore, della tortura, del saccheggio e delle stragi indiscriminate.
Tronfio ed enfio di cotanta discutibile gloria, se ne torna al paese natìo, non per fare come Cincinnato, ma per prodigarsi come instrumento della Guerra Santa.
Si unisce ad un'armata composta principalmente da correligionari, la quale al primo scontro si arrende e passa in blocco al nemico. Per questa, e altre successive imprese, il Nostro comincia l'arrampicata alla scala gerarchica militare, interrotta dalla cessazione delle ostilità.
Non contento si reca alla corte dei Custodi e Campioni della Vera Fede, offrendo supporto per alimentare rivolte e attentati.
A tal uopo si unisce ad un gruppo di cospiratori che pianificano un attentato il cui obiettivo è colpire al cuore l'odiato Satana infedele e senzadio, spazzando via l'embrione delle istituzioni libere e civili del paese che gli ha dato i natali.
Verrà provvidenzialmente arrestato con le cariche ormai piazzate e il detonatore in mano; il resto è storia.

Di chi sto parlando, di Johhny il talebano? Di "Hanoi" Jane Fonda? No


No, di questo simpatico faccione di c.





Io, sconcertato, attendo lumi...

mercoledì 13 luglio 2011

Perché un liberale non può votare per il biotestamento




27. Benché la terra e tutte le creature inferiori siano comuni a tutti gli uomini, ciascuno ha tuttavia la proprietà della sua persona: su questa nessuno ha diritto alcuno all'infuori di lui.
Il lavoro del suo corpo e l'opera delle sue mani, possiamo dire, sono propriamente suoi. Qualunque cosa dunque egli tolga dallo stato in cui natura l'ha creata e lasciata, a essa incorpora il suo lavoro e vi intesse qualcosa che gli appartiene, e con ciò la rende sua proprietà.



27. Though the earth, and all inferior creatures, be common to all men, yet every man has a property in his own person: this no body has any right to but himself
The labour of his body, and the work of his hands, we may say, are properly his. Whatsoever then he removes out of the state that nature hath provided, and left it in, he hath mixed his labour with, and joined to it something that is his own, and thereby makes it his property. 


John Locke, "Secondo trattato sul governo civile. Saggio concernente la vera origine, l'estensione ed il fine del governo civile", 1690. Capitolo V: "Sulla Proprietà".





lunedì 4 luglio 2011

Gli inconvenienti della Libertà - una lettera di Thomas Jefferson

Philadelphia, 23 Dicembre, 1791
Caro Signore,
-- Ho puntualmente ricevuto la vostra lettera del 26 Ottobre e avrei voluto risondervi direttamente attraverso gentiluomo che li ha consegnati, ma egli ha lasciato la città prima che ne venissi a conoscenza.
Non è possibile dubitare che sia veramente importante dotare il nostro stato di una Costituzione: può esserci invero ben poco dubbio che il documento che porta quel nome possiede difetti ragguardevoli. Ma prima di porvi rimedio, dobbiamo sforzarci di essere tanto più sicuri di quanto sia praticabile che in quel tentativo non rischieremo di peggiorare la situazione. Comprendo che il sig. Henry si è swmpre opposto a questo impresa: e io debbo confessare che considero il suo talento e la sua influenza tali che, se decidessimo di eleggere una Convenzione allo scopo di emendarela, temo che lui potrebbe indurre quella Convenzione a mantenere le cose come stanno o a cambiarle in peggio. Non sarebbe quindi un bene adottare dei mezzi per avvicinare le sue idee ai cambiamenti su cui potrebbe trovarsi d'accordo, e per comunicargli quelli che intendiamo proporre? Forse egli potrebbe scoprire che le nostre [posizioni] non sono poi così distanti dalle sue, ma che qualche mutuo sacrificio potrebbe avvicinarle.
Mi azzarderò a comunicarVi le mie idee con la fretta che i miei impegni mi impongono. Desidero mantenere la linea che la Costituzione Federale ha tracciato tra i governi generale e particolari così com’è adesso, e adottare ogni mezzo prudente per evitare che essi interferiscano tra loro.
Anche se l’Esperimento non è ancora durato abbastanza a lungo per mostrarci quali particolari usurpazioni siano più da temere, eppure è facile prevedere dallo stato delle cose che le violazioni da parte dei governi locali saranno nella direzione di un eccesso di libertà che tenderà a correggersi da solo (come ultima risorsa) mentre quelle del governo centrale tenderanno alla monarchia, che si fortificherà giorno dopo giorno, invece di lavorare alla propria cura, come tutte le esperienze hanno sempre dimostrato.

Preferisco di gran lunga essere esposto agli inconvenienti derivanti da un eccesso di libertà che a quelli derivanti da ua scarsità della stessa.

Quindi è importante fortificare i governi statali: e siccome questo non può essere fatto con delle modifiche alla costituzione federale, (per la conservazione di ciò per cui serve lottare,) ma deve essere fatto dagli stessi stati, alzando tali barriere che la linea costituzionale non potrà essere scavalcata né da loro né dal governo genereale. L’unico ostacolo al loro potere è un governo saggio. Uno debole non farà altro che perdere terreno in ogni contesa.
Per ottenere un governo abile e saggio, considero queste modifiche importanti. Rendere quella del legislatore una posizione desiderabile diminuendo il numero dei rappresentanti (diciamo a 100) e allungando in qualche modo la durata del loro termine, e distribuirli proporzionalmente in rapporto al numero degli elettori: bisogna adottare anche un modo migliore per la nomina dei Senatori. Rendere l’Esecutivo una carica desiderabile per uomini abili rendendolo più indipendente dal legislativo.
Ad esempio, facedolo scegliere da altri elettori, per un tempo più lungo, e renderlo successivamente ineleggibile. La responsabilità è un motore impressionante in un governo libero. Che egli ne senta l’intero peso, togliendogli la protezione del suo consiglio esecutivo. L’esperienza ha comunque stabilito la superitorità di questa misura. Rendere il [potere] giudiziario rispettabile con ogni mezzo possibile, ad esempio la sicura durata dell’incarico, salario adeguato, e riduzione del loro numero.
Uomini di grande erudizione e abilità sono pochi in ogni nazione; e scegliendo coloro che non lo sono, la parte più abile dell’elettorato ha le mani legate dagli incapaci. Questo potere dovrà reggere il peso del conflitto con le proprie mani, poichè loro saranno l’ultimo appello alla ragione.--Queste a grandi linee sono le mie idee sugli emendamenti; ma, salvaguardando i fini, sarò flessibile e conciliante per quanto riguarda i mezzi. 
Avete chiesto se io e il sig. Madison potremmo partecipare ad una convenzione da convocare? Gli obblighi del sig. Madison come membro del Congresso dureranno probabilmente da Ottobre a Marzo o Aprile ogni anno. I miei sono costanti mentre svolgo il mio ufficio, e la mia presenza sarebbe irrilevante. Fosse altrimenti, la mia carica non sarebbe un ostacolo.
Io sono, con la più grande e sincera stima, Caro Signore, Vostro amico e servitore.

venerdì 8 aprile 2011

"Tanto quanto gli altri uomini"

"Sembra che Voi, [...] consideriate i giudici come arbitri ultimi di tutte le questioni che riguardano la Costituzione; una dottrina invero pericolosa, e una che ci potrebbe sottoporre al dispotismo di un oligarchia.
I nostri giudici sono onesti tanto quanto gli altri uomini, e non di più di questo. Essi hanno, come altri, la stessa passione per i partiti, i poteri e i privilegi della loro corporazione. La loro massima è “boni judicis est ampliare jurisdictionem,” e il loro potere è tanto più pericoloso quando la loro carica è vitalizia, e non sono responsabili, come altri funzionari, di fronte ad un controllo elettivo. La Costituzione non ha istituito un tale tribunale unico, sapendo che a qualsiasi mano venga affidato, con la corruzione del tempo e delle partigianerie, i suoi membri diventerebbero despoti."

Thomas Jefferson, 1820

domenica 4 luglio 2010

A Henry Lee. Monticello, 8 Maggio 1825

 A Henry LEE

Monticello, 8 Maggio 1825
Caro signore,

- Il fatto che George Mason fu autore del "Bill of Rights", e della Costituzione che su di essi era fondata, è chiaramente fissato nella mia mente dai fatti. Delle carte a cui Vi riferite, ritenute le istruzionei alla delegazione della Virginia al Congresso, io non ho memoria. Fossero state qualcosa di più di un progetto di natura privata, vale a dire, se simili istruzioni fossero state date dalla convenzione, apparirebbero nelle registrazioni, che noi possediamo per intero. Ma rispetto ai nostri diritti, e le azioni del governo Britannico contrari ad essi, vi era soltanto un'opinione da questa parte dell'oceano.
Tutti i "whigs" Americani la pensano allo stesso modo su quest'argomento. Benchè forzati a ricorrere alle armi per rimediare, un appello al tribunale del mondo fu ritenuto appropriato per giustificarci.
Questo fu l'oggetto della Dichiarazione d'Indipendenza. Non la ricerca di nuovi principi, o nuove questioni mai pensate prima, nemmeno per dire cose che non erano mai state dette prima; ma per porre innanzi all'umanità il buon senso dell'argomento, in termini così chiari e fermi da imporre il loro consenso, e giustificaci nella posizione indipendentista che fummo costretti ad adottare. Mai mirata all'originalità dei principi o dei sentimenti, nemmeno copiata da qualsivoglia particolare e precedente scritto, era destinata ad essere l'espressione dello stato d'animo Americano, e a dare a quell'espressione il tono e lo spirito più appropriato che l'occasione richiedesse. Tutta la sua autorità risiede allora nei sentimenti d'armonia di quel giorno, in qualsivoglia modo espressi, in conversazioni, in lettere, pamphlet o i più elementari libri di diritti civili, come Aristotele, Cicerone, Locke, Sidney e altri. Sono convinto che troverete che i documenti storici in vostro possesso che Voi menzionate, proveranno i fatti e i principi scritti in quella Dichiarazione.

Abbiate il piacere di accettare le assicurazioni della mia più grande stima e rispetto.

Thomas JEFFERSON


Monticello, May 8, 1825
Dear Sir,

—That George Mason was author of the bill of rights, and of the constitution founded on it, the evidence of the day established fully in my mind. Of the paper you mention, purporting to be instructions to the Virginia delegation in Congress, I have no recollection. If it were anything more than a project of some private hand, that is to say, had any such instructions been ever given by the convention, they would appear in the journals, which we possess entire. But with respect to our rights, and the acts of the British government contravening those rights, there was but one opinion on this side of the water. All American whigs thought alike on these subjects. When forced, therefore, to resort to arms for redress, an appeal to the tribunal of the world was deemed proper for our justification. This was the object of the Declaration of Independence. Not to find out new principles, or new arguments, never before thought of, not merely to say things which had never been said before; but to place before mankind the common sense of the subject, in terms so plain and firm as to command their assent, and to justify ourselves in the independent stand we are compelled to take. Neither aiming at originality of principle or sentiment, nor yet copied from any particular and previous writing, it was intended to be an expression of the American mind, and to give to that expression the proper tone and spirit called for by the occasion. All its authority rests then on the harmonizing sentiments of the day, whether expressed in conversation, in letters, printed essays, or in the elementary books of public right, as Aristotle, Cicero, Locke, Sidney, &c. The historical documents which you mention as in your possession, ought all to be found, and I am persuaded you will find, to be corroborative of the facts and principles advanced in that Declaration.
Be pleased to accept assurances of my great esteem and respect.