giovedì 21 marzo 2013

La carica dei bimbominkia!!!

Ovvero prove generali di III - e ultima - Repubblica.


"Apriremo il parlamento come una scatola di tonno" [Attenti ai grissini vaganti...NdG]


"Arrendetevi! Siete circondati. Uscite con le mani alzate." [Edgar J. Hoover o Albert Kesserling? NdG]

"E da domani cominciamo a divertirci davvero..." [Disoccupati e imprenditori si stanno già ammazzando dalle risate... NdG]

Le vaccinazioni fanno diventare gay ma puoi curarti con l'urinoterapia. [...]

“il terremoto in Emilia è stato provocato dalle prospezioni geologiche condotte nel sottosuolo dove vengono fatte brillare delle cariche alla ricerca di idrocarburi"

"Matrimonio gay? A quel punto potremo anche sposarci in tre o col proprio animale"

"...le scie chimiche esistono e sono composte da metalli nocivi per i cittadini, è un problema anche quello." [Anche la chimica che si accumula nel cervello è un grosso problema. NdG]

"...in America hanno già iniziato a mettere i microchip all'interno del corpo umano, per registrare, per mettere i soldi, e quindi è un controllo di tutta la popolazione." [Ma non erano gli alieni? NdG]


P. S.: Questi sarebbero quelli che vogliono l'incarico...





Il nuovo governo si presenta per la fiducia alle camere


#bimbominkiaalpotere

martedì 12 marzo 2013

Vi prego, svegliatemi!



Allora, a quanto risulta, mentre mezzo mondo ha gli occhi puntati sul colore del fumo proveniente da un rave-party di drag-queen ingioiellate, c'è un tabaccaio di Riccione che conduce trattative politiche con un comico e un cantautore.

Intanto, il paese in ginocchio, aspetta risposte da una "cumpa" di bimbominkia strafatti di piste scie chimiche e microchip lisergici.

Come se non bastasse c'è una tizia in tonaca nera convinta di poter ridare la vista ai ciechi...


Vi prego... Svegliatemi... Adesso.

mercoledì 13 febbraio 2013

No, no... Stavamo scherzando! Hahaha!

Allora, ricapitoliamo. Esiste un problema terrorismo.
Esiste.
Anche i "progressisti" che abitualmente popolano la curva sud di Hamas (quelli, tanto per intenderci, che dopo la lacrimuccia di circostanza del 27 gennaio, ricominciano con i cori "ammazza l'ebreo" e "forza quassam") riconoscono che c'è un problema di terrorismo.
Tutti (più o meno) riconoscono che il terrorismo prende di mira intenzionalmente civili innocenti.
Tutti (più o meno) riconoscono che al terrorismo bisogna rispondere.
Tranne che quando uno risponde, ci sono decine di migliaia di dementi anime belle che si fiondano in piazza a urlare "not in my name" [no, non certo nel tuo, idiota, ma nel nome dei 2996, n.d.G.] e cazzate varie.

Ma scusate, lo sapete anche voi che il terrorismo va combattuto, no?
"Siii! Ma non con le bombeeeeeeeeeeeeeeeeeee!"
E con cosa allora, con gli elastici?
"Ma nooooooo! Con l'intelligenceeeee, nooooooooooooo???"

No.

Perchè vedete, quando succede che in un operazione di intelligence antiterrorismo, un imam radicale, facente parte di un gruppo terroristico peraltro responsabile della strage di Luxor, viene arrestato da operativi di intelligence di un paese alleato, la magistratura cosa fa? Arresta e condanna gli operativi alleati e nostri. E risarcisce l'imam (per cosa, lesa maestà?) con quattrini (ovviamente) di stato.
Ovvio no?

A questo punto purtroppo, il sospetto che circolino troppi "amici del giaguaro" (e non sto parlando di Bersani) nelle istituzioni, in particolare nella magistratura, è più che legittimo.

Ed è più che un sospetto.

P. S.: Al primo fesso che mi viene a dire che l'organizzazione sarkazz al-Islamyya si è data alla non violenza, verrà fatto notare questo trucchetto è già stato utilizzato in passato, giusto per recuperare qualche migliaio di adepti dalle egizie galere, tranne poi ricominciare a macellare da capo.

sabato 15 dicembre 2012

A mano armata

Ci tengo a ricordare a tutti i soloni ignoranti ed esperti da un tanto al kilo, che stanno già ammorbando i media di ogni ordine e grado con la le loro analisi spericolate e disamine di (fanta)storia americana, che anche Anders Breivik ha commesso una strage: 77 morti e 242 feriti.

E l'ha commessa in un paese dove nemmeno la polizia ha il diritto di portare le armi.


venerdì 14 dicembre 2012

Ingerenze gestibili


Facciamo un ipotesi: se una giorno l'attuale presidente degli USA se ne fosse uscito dicendo che Enrique Peña Nieto o Dilma Russef non "avessero alcuna prospettiva concreta" di governare i loro paesi e che "D'altra parte, con loro, ciò che è vero un giorno, non lo è l'indomani", oppure avesse invitato Reynaldo Bignone a candidarsi alle elezioni argentine, cosa sarebbe successo? Facile immaginarlo.
Parlare di putiferio sarebbe ovviamente riduttivo: posso quasi vedere legioni di intellettuali, maître à penser, blogger, comici e troniste che fanno a gara a sproloquiare di "imperialismo yankee", "cocacolonizzazzione" e agitare gli spettri di Fulgencio Batista e Anastasio Somoza. Il tutto, naturalmente, contornato dalla solita retorica complottista tra CIA, multinazionali, Halliburton (che scandalo è se non c'è la Halliburton?) e - perchè no? - dei Savi di Sion.

Non mi sembra di aver sentito alcunché dopo le infelici uscite di Hollande e della Merkel. Strano...

giovedì 13 dicembre 2012

I mastini e il dragone

"...con voce di monarca griderà "Sterminio!"e scioglierà i mastini della guerra..."
William Shakespeare, Giulio Cesare

Pochi conoscono il nome di Erik Prince, ma tutti - più o meno - conoscono la sua creatura e la pessima reputazione guadagnata in Irak: la Blackwater.


La pessima fama della Blackwater è dovuta - ironicamente - alla iniziale ottima reputazione. Reputazione che ha provocato un moltiplicarsi di richieste non solo da parte delle forze armate USA, ma anche da parte di contrattori e fornitori delle stesse o delle autorità irakene.
Per far fronte agli impegni, il sistema di reclutamento della Blackwater ha dovuto aprire, o meglio spalancare le maglie della rete, lasciando filtrare veterani dalla pessima reputazione o con problemi di droga che finirono per piazzarsi nelle quote alte delle gerarchie, mentre alla base i posti vacanti venivano riempiti dagli scarti delle forze armate e di polizia. Gente - tanto per intenderci - buona a malapena per fare il buttafuori negli strip-club.
Questo sistema di reclutamento unito alla scarsa esperienza e atteggiamenti tarantiniani del personale sul campo ha portato non solo una pessima reputazione, ma anche incidenti che hanno coinvolto sia i dipendenti di Blackwater che civili innocenti.
Imparata (si spera) la lezione, Prince molla la Blackwater (che cambia nome in "Xe" poi in "Academi") e si dirige negli UAE per dirigere un'unità di truppe straniere e dedicarsi alla lotta anti-pirateria in nord Africa. Infine nel 2012 fonda la Frontier Resource Group (FRG).
Ora la FRG è, secondo il South China Post, una "azienda d'investimenti orientata al mercato africano, tra i cui partner vi sono grosse aziende cinesi, compreso almeno un gigante dell'industria estrattiva di stato, ansioso di investire nel continente notoriamente ricco di risorse."


Il continente africano non è nuovo per il business della "sicurezza armata", basti pensare alla storia recente del continente: Congo, Biafra, Angola, Rhodesia, Sud Africa, Namibia... O più recentemente aziende come la Executive Outcomes o la Sandline International impiegate da governi africani in difficoltà. Il continente non è nuovo nemmeno a lotte di potere tra governi stranieri per assicurarsi buone fette di risorse africane.
Il problema sembra essere che la Cina stia entrando decisamente di prepotenza in Africa: divorano ogni risorsa a portata di mano senza la benché minima considerazione di "sostenibilità" per il paese ospite - come i Borg di Star Trek, i cinesi assimilano e spostano la loro attenzione verso la prossima vittima.
Se a ciò aggiungiamo dei più che opportuni "incidenti" presunti occorsi a ditte cinesi nel continenti, la via per il business è un'autostrada a sei corsie per la FRG.

E' troppo presto per dire se la FRG o altre agenzie finiranno per diventare delle nuove Blackwater ma è certo che il mix di brutale colonialismo economico cinese e "Private Military Companies" è potenzialmente esplosivo.


Fonte: SOFREP

martedì 4 dicembre 2012

Il gusto dell'orrido

Ci sono cose che faccio fatica a capire. Altre, invece, non le capisco proprio.
Come ad esempio la curiosa fascinazione di individui e movimenti di chiara ispirazione libertaria per il personaggio che mi accingo a descrivere. Brevemente.

Cresciuto dal patrigno religiosamente ortodosso, in giovane età si converte al fondamentalismo e si arruola al servizio di uno dei più fanatici condottieri dell'epoca, campione dell'ortodossia e dell'intolleranza, in una guerra il cui scopo è quello di imporre il più retrivo oscurantismo religioso ad un popolo che aspira alla libertà di coscienza, opinione e mercato. La guerra viene combattuta anche con le armi del terrore, della tortura, del saccheggio e delle stragi indiscriminate.
Tronfio ed enfio di cotanta discutibile gloria, se ne torna al paese natìo, non per fare come Cincinnato, ma per prodigarsi come instrumento della Guerra Santa.
Si unisce ad un'armata composta principalmente da correligionari, la quale al primo scontro si arrende e passa in blocco al nemico. Per questa, e altre successive imprese, il Nostro comincia l'arrampicata alla scala gerarchica militare, interrotta dalla cessazione delle ostilità.
Non contento si reca alla corte dei Custodi e Campioni della Vera Fede, offrendo supporto per alimentare rivolte e attentati.
A tal uopo si unisce ad un gruppo di cospiratori che pianificano un attentato il cui obiettivo è colpire al cuore l'odiato Satana infedele e senzadio, spazzando via l'embrione delle istituzioni libere e civili del paese che gli ha dato i natali.
Verrà provvidenzialmente arrestato con le cariche ormai piazzate e il detonatore in mano; il resto è storia.

Di chi sto parlando, di Johhny il talebano? Di "Hanoi" Jane Fonda? No


No, di questo simpatico faccione di c.





Io, sconcertato, attendo lumi...